mercoledì 15 giugno 2016

PERCHE' FARSI MASSAGGIARE???


Cosa facciamo generalmente quando sentiamo male in una qualsiasi parte del corpo?
Il primo gesto involontario e spontaneo è portare una mano sopra la zona interessata e frizionare, quindi massaggiarla.

Le più antiche medicine tradizionali orientali considerano il massaggio corporeo la prima pratica per il ritrovamento della salute. In alcune culture farsi massaggiare è un atto quotidiano praticato da tutti.
Il massaggio è un veicolo che permette di godere, a breve e lungo termine, di moltissimi benefici fisici, psichici ed anche estetici, perché un corpo armonioiso ed in salute è anche più bello. 
E’ stato dimostrato che questa pratica genera un aumento del nostro sistema immunitario, riduce gli stati di stress e tensione favorendo il rilassamento muscolare, mentale e la riduzione delle infiammazioni corporee.
Il massaggio può rappresentare un mezzo per reagire all’incessante ritmo di lavoro e alle tensioni quotidiane.
Per molti di noi rigidità e ansia sono oramai divenuti uno stile di vita a cui ci si è abituati e spesso solo quando riceviamo un massaggio ci rendiamo veramente conto di come i muscoli siano tesi e comprendiamo quante energie ci vengano sottratte dalla nostra condizione.
Uno stato di affaticamento costante può essere determinato da una incessante tensione corporea.
Sono molte le strategie che adottiamo per ritrovare un giusto equilibrio (sport, farmaci, integratori, terapie di vario genere…) ma il massaggio può essere affiancato ad esse e potenziarne l’effetto perchè è una pratica unica nel suo genere, in quanto unisce il lavoro corporeo al contatto umano con l’operatore (fondamentale), il trattamento delle problematiche corporee ad un momento piacevole, una coccola per sé all’ascolto, finalmente, dei propri bisogni.

Il massaggio non è una pratica destinata a pochi o solo da praticare in certi ambiti (fisioterapia, centri termali, spa…) ma nasce per tutti e tale deve rimanere, da poter effettuare in qualsiasi momento se ne senta il bisogno.
Sono tante le tecniche che si possono sperimentare, affidiamoci a qualcuno di capace ed esperto che possa consigliarci quella più adatta a noi e ai nostri bisogni.

A volte sento dire da alcuni che non pensano il massaggio possa essere una chiave di svolta così efficace, beh la mia risposta è trovatevi un bravo operatore e vedrete! 
Dopo 15 anni di lavoro posso dire con certezza che con il massaggio il corpo cambia forma,  si modella e ritrova la via per il benessere perduto. Il contatto trasmette una serie di imput benefici che il corpo registra, rielabora e traduce in un messaggio di salute.
Chi non l’ha mai provato perde una straordinaria occasione di prendersi cura della propria persona!

10 BUONI MOTIVI PER FARSI UN MASSAGGIO:
 1- Rallenta il ritmo delle nostre giornate
 2- Riduce le tensioni e i dolori muscolari
 3- Ci rende più elastici e vitali
 4- Migliora la qualità del sonno e riduce l’insonnia
 5-  Migliora la circolazione sanguigna e linfatica in tutto il corpo
 6- Rilassa la mente
 7- Stimola il sistema immunitario e previene le malattie
 8- Depura e detossina l’organismo
 9- Regola il metabolismo
 10- Ci rende più belli

Allora non vi resta che provare!

A presto!!!

mercoledì 2 settembre 2015

EXPO': Il kimchi coreano



Continuando le mie riflessioni sulla visita all'Expò, devo dire che sono diverse le cose che mi sono portata a casa da questa esperienza. Una di queste è il tema trattato nel padiglione della Corea. Inaspettatamente i coreani hanno sviluppato il tema del cibo da un'altro punto di vista, mentre quasi tutti parlano di esportazione, di come sfruttare le proprie risorse e il territorio, i coreani hanno parlato di eccesso di cibo.
Si mangia troppo, l'obesità aumenta e si consuma cibo spazzatura che non contribuisce al nostro benessere. I coreani raccontano questo in uno spazio estremamente moderno, ultra tecnologico e spettacolare dove i contenuti sono legati alla loro storia e cultura, ci parlano del Kimchi.
Onestamente non conoscevo molto della cultura coreana e men che meno questo alimento che appartiene alle loro tradizioni da almeno 3000 anni. Si tratta di una preparazione di verdure (prevalentemente cavolo cinese, cipolle, cetrioli, rafano e a volte peperoncino rosso) fatte fermentare con sale e spezie in grandi vasi di terracotta. In Corea, in autunno, si prepara il kimchi, si interrano le giare per poter consumare poi le verdure durante tutto l'inverno. 

Ogni ingrediente del kimchi è ricco di vitamine e minerali perchè la fermentazione ne aumenta le proprietà nutritive, rende le verdure più digeribili, ma soprattutto quello che fa di questo piatto una sorta di “supercibo” è la ricchezza in lattobacilli, ben noti e conosciuti perché presenti anche nello yogurt, nel miso e nei crauti, e la presenza abbondante di vitamine A, B e C assumendo così importanti doti depurative. 
I cibi fermentati in generale, ricchi di lattobacilli, possono apportare grandi benefici non solo all’intestino ma a tutto l’apparato digerente e al sistema immunitario ed è proprio per questa sua funzione che al Kimchi sono state attribuite proprietà antitumorali, antiossidanti, digestive, ipocolesterolemizzanti e rimineralizzanti.
I coreani mostrano al mondo questo loro sapere e lo portano come possibile soluzione ai problemi che ci affliggono maggiormente, come l'obesità, i disturbi intestinali, le malattie degenerative, osteoporosi, ipercolesterolemia, iperglicemia ecc...
Alimento interessante direi, anche se i fermentati sono piatti molto presenti nelle culture asiatiche (si pensi ai vari tamari e umeboshi giapponesi) però qui all'Expò sono stati i Coreani a mettervi l'accento.
Molti di voi penseranno se questo kimchi alla fine è qualcosa di "commestibile" per i nostri gusti oppure "lo mangio perché fa bene ma preferirei altro". Devo dire che a me è piaciuto, certo è vero che bisogna essere un po' aperti a nuovi gusti, però il suo sapore tra l'acidulo e il piccante l'ho apprezzato. Per i curiosi consiglio di provarlo al ristorante coreano che si trova alla fine del padiglione, una buona occasione per un'esperienza culinaria alternativa!

giovedì 16 luglio 2015

PETIZIONE DI SLOW FOOD: IL FORMAGGIO SI FA CON IL LATTE!


IL FORMAGGIO SI FA CON IL LATTE!

Sembra una frase ovvia, ma Slow Food insieme a Coldiretti sta portando avanti una raccolta firme contro la proposta di modificare il divieto italiano di produrre i formaggi solo con il latte introducendo così il latte in polvere.
La legge italiana, almeno per questo, ci ha tutelati e salvaguardati dal perdere un patrimonio sia culturale, alimentare che economico (si pensi alle innumerevoli aziende casearie che lavorano da sempre nel settore), ora la Commissione Europea, sollecitata dalla grande industria, invita l'Italia a modificare questa legge entro fine luglio.
Ancora una volta invece di livellare il settore alimentare verso una qualità maggiore si tende a farlo nella direzione opposta per sostenere gli interessi di pochi e non certo i nostri, quelli dei consumatori.
Vi invito così a riflettere sull'argomento e se vorrete a firmare la petizione:

http://www.slowfood.it/il-formaggio-si-fa-con-il-latte-firma-la-petizione/

Fatelo a breve e e divulgate l'informazione il più possibile anche se siete di orientamento alimentare diverso e non mangiate latticini, è un fatto di tutela della qualità degli alimenti che mangiamo, un messaggio per opporsi alla produzione di cibo spazzatura.
Dicono che non comporterà danni alla nostra salute...vedete voi se fidarvi.

mercoledì 8 luglio 2015

Riflessioni sull'EXPO'



Il tema del cibo e dell'alimentazione é sempre stato un argomento che suscita domande, curiosità, dubbi e questioni spinose, ma ultimamente il fenomeno ha assunto proporzioni interessanti: amici che ne parlano durante una cena interrogandosi sui piatti del ristorante, genitori preoccupati dei menù proposti nelle mense scolastiche, neo mamme con mille domande sull'alimentazione dei propri neonati, anziani ai quali il medico dice di cambiare le abitudini culinarie di una vita, gli allergici e i celiaci che devono rivedere un piano alimentare spesso anche a livello familiare, la TV dove le nuove star (gli chef) spadellano piatti impossibili e si intendono improvvisamente di salute a tavola, i vegani/vegetariani/crudisti/macrobiotici/latto-ovo etc... Che innalzano la bandiera della propria verità assoluta, poi ci sono i conservatori che "i nostri vecchi hanno sempre mangiato così e hanno vissuto bene", i nostalgici del "mangiare come lo faceva la mia nonna", i fan del km zero, il popolo del biologico, e ancora i modaioli delle diete del momento, la schiera del "solo dal dietologo", chi invece fa da sè, gli indecisi e i disinteressati all'argomento, si perché anche questi ultimi alla fine, prima o poi, parleranno di alimentazione sentenziando che " non gli interessa".
Ma di fatto tutti ne parliamo. Probabilmente ciò nasce da un risveglio delle coscienze dato da tutte le informazioni che, per fortuna, sono arrivate e stanno arrivando e mettendo in discussione un sistema obsoleto che va rivoluzionato.
Il successo editoriale di certe pubblicazioni dimostra che le persone sono curiose e cercano risposte.
In un panorama di grande fermento, quest'anno in Italia, si ospita il tanto discusso Expo', e il tema é proprio il cibo: "Nutrire il pianeta, energia per la vita", focalizzandosi sull'asse principale del diritto ad un'alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra.
Questo tema è stato scelto per la preoccupazione legata alla qualità del cibo ma anche per riflettere sull'educazione alimentare e sulla fame nel mondo.
Queste preoccupazioni, in passato un po' trascurate, sono tornate più attuali che mai.
Una parte di popolazione mondiale muore di fame e l'altra é in sovrappeso alle prese con le  malattie del benessere, sempre più mortali. Ci si ammala e si muore di fame e ci si ammala e si muore di troppo (e pessimo) cibo.
La sfida é intrigante, ogni paese presente all'evento ha allestito un padiglione in cui espone le proprie strategie legate alla produzione alimentare, all'impatto ambientale, i numeri delle proprie esportazioni di prodotti, le innovazioni tecnico-scientifiche e la propria visione del futuro.
Un'occasione per portarsi a casa riflessioni nuove, incontrare culture differenti e comprendere il pensiero di altri popoli in merito ad un tema che coinvolge tutti noi, questo é l'Expó, e se vogliamo diventa interessante vedere anche ciò che ogni paese ha voluto mostrare di sé in questa vetrina mondiale.
Una pecca che ho trovato come comune denominatore, ahimé, è il forte interesse verso l'esportazione e la quantità impressionante di cibo che viaggia il globo intero per arrivare da chi quel cibo ce l'ha già prodotto in casa... Mi sento rispondere che questa é la globalizzazione dagli interessi economici importanti, ma personalmente credo nelle merci che viaggiano poco, si consumano in fretta e arrivano a noi in condizioni migliori di quanto facciano ora. Se una cosa la produciamo già perché acquistarla? Perché mangiare cibi oramai raccolti da troppo tempo e privi di vitalità quando è possibile avere prodotti più buoni? È una legge di mercato che continuo a non comprendere. Forse un giorno si arriverà ad una svolta come per molte altre cose.
Ad ogni modo, visitate questo evento internazionale, criticatelo, contestatelo se vi pare, divertitevi, osservate e riflettete...E' una bella occasione!